Con l’analisi del piede e della postura, il Metodo DRT (Diagnosi – Reset – Terapia) e, solo se indicato, i plantari brevettati iSenso SportPrime (Classe I) misuro carichi, tempi di contatto e propulsione e li riequilibro. Risultato: meno recidive, spinta più efficace e allenamenti più continui.
Recidive a tendine d’Achille, fascite, metatarsalgia,
instabilità di caviglia, contratture, strappi, distorsioni,
sovraccarico sempre dallo stesso lato, cali di performance
a fine gara: i rimedi generici (ghiaccio, riposo, solette
standard, cambio scarpe) spesso danno solleivo breve e il
ciclo dolore–stop–ripresa si ripete.
Come interromperlo?
Per ridurre recidive e stop dell’allenamento, utilizzo il Metodo DRT.
Misuro in modo oggettivo postura, appoggio e dinamica sport–specifica (carichi, tempi di contatto, simmetrie, propulsione) per capire dove consumi troppo e cosa ti fa perdere efficienza.
Dalle misure ricavo un’indicazione chiara e avvio un reset funzionale degli schemi che non funzionano. L’equilibrio posturale è un sistema complesso: quando serve, integro un approccio multidisciplinare.
Propongo rieducazione del carico, esercizi e strategie posturali e, quando necessario, plantari iSenso SportPrime a misura con obiettivi e controlli.
Il plantare è una terapia, non un
accessorio.Lo propongo solo se le misure
mostrano che modulare i carichi e ritmare
ridurre il dolore e stabilizzare il passo.
Se dalla visita DRT risulta utile, realizzo per ogni paziente iSenso SportPrime: un plantare adattativo a misura, sottile/semirigido, dispositivo medico di Classe I (brevetto 20 anni), progettato per le tue scarpe sportive (running, calcio, tennis, basket, trail, palestra).
Oltre a ridurre picchi di carico e migliorare la stabilità, l’obiettivo è migliorare l’economia muscoloscheletrica misurata: meno energia sprecata nelle fasi di appoggio e spinta, a parità di intensità.
Cosa ottieni in pratica:
Meno stop per fascite/metatarsalgia/Achille.
Transizione appoggio–propulsione più rapida, ritmo più fluido.
Meno instabilità di caviglia nei cambi di direzione e atterraggi.
Riduzione dei sovraccarichi unilaterali.
Più continuità di allenamento.
Stesso ritmo con minor costo del gesto (minore fatica percepita a parità di intensità).
Il plantare è una terapia, non un
accessorio. Lo propongo solo se le
misure mostrano che modulare i
carichi e ritmare l’appoggio–spinta
migliora performance e continuità.





In 20–40 minuti, con un esame non invasivo e senza radiazioni, osservo come stai in piedi e come ti muovi/corri: come distribuisci il peso, quanta stabilità mantieni e come il piede interagisce col terreno nel tuo gesto sportivo (tempi di contatto, propulsione, simmetrie).
Metto in relazione questi aspetti della biomeccanica con i tuoi sintomi e con i cali di performance; a fine visita ricevi un referto chiaro con un’indicazione terapeutica: cosa fare, perché, con quali obiettivi.
Risultati attesi: